Luca Bonaiuti: un palleggiatore con la testa da allenatore!

luca bonaiuti primo tempoOggi Italia Volley intervista Luca Bonaiuti, nuovo allenatore dell’Asd Volley Ferentino, squadra che disputerà il campionato di serie D femminile. Ringraziamo Luca per la sua disponibilità a mettersi in gioco con le nostre domande a raffica!

luca bonaiuti coppa-tempo di vacanze, sei già andato “in ferie”? Magari , si lavora tutto l’anno per fortuna!

-a mare: slip o pantaloncini? Pantaloncini.

-il portafogli: in tasca o nel marsupio? Marsupio.

-more o bionde? More.

-mikasa o molten? Mikasa tutta la vita.

-volley o….?! (suppongo che tu dica: volley o niente!!!) Supposizione esatta!!!

Cominciamo con delle domande un po’ più serie:

-quanta pallavolo c’è nella tua vita? La mia vita è tutta impostata sulla pallavolo ogni giorno dell’anno ogni scelta ogni momento della mia vita dipende dalla pallavolo.

-ti senti più allenatore o più giocatore? Nonostante l’età mi sento ancora più giocatore, non riesco ad immaginarmi lontano da quei 9 metri nonostante fare l’allenatore mi gratifichi molto.

-sei un allenatore giovane ma con tanta esperienza e tanta voglia di fare, qual è la tua “regola numero uno”? Dedizione passione e sacrificio, per essere allenati da me ci vogliono queste tre regole da seguire, penso che nella pallavolo come nella vita se le cose le fai con il cuore e la giusta volontà riescono più facili e soprattutto portano a grandi risultati.

-quando hai cominciato a giocare a pallavolo? E chi se lo ricorda più, scherzo. Nel lontano 20 ottobre del 1992, ormai sono passati secoli.

-quando hai deciso che era arrivato il momento di allenare? In verità non l’ho mai deciso: un giorno avevo 15 anni e Alberto Gatto mentre ci allenavamo con la B1 maschile di Frosinone mi disse”Lu, perché non alleni” e io seguii il suo consiglio ed ora eccomi qui con quasi 20 lunghi anni di carriera.

Ed ora massima concentrazione per le ultime domande:

luca bonaiuti e pasqualino leone-da allenatore, qual è la caratteristica che meno riscontri nelle nuove generazioni? Purtroppo le generazioni di oggi hanno troppe distrazioni dal telefonino già da piccoli a tutti gli svaghi che il mondo d’oggi offe e sopratutto svaghi poco positivi, manca la voglia di mettersi in gioco di sacrificarsi e questo per uno sport come la pallavolo dove la tecnica è fondamentale è una cosa bruttissima. Ricordo ancora da piccolo i bagher per ore contro il muro o le punizioni per farmi crescere,ora i ragazzini (non tutti pero perché c’è ancora chi ha voglia e passione) non hanno la testa per tutto questo e sta a noi allenatori provare ad indirizzarli e cambiargli modo di vedere e affrontare le cose ma mi sto accorgendo che è molto dura ad oggi.

-qual è il fondamentale su cui, solitamente, da allenatore, punti? Da palleggiatore mi emoziono e mi perdo nell’allenare il palleggio anche se a me piace ancora allenare tutti i fondamentali perché nel processo di crescita non si sa mai che ruolo futuro il ragazzino possa fare quindi meglio cghe sappia fare tutto poi più in là specializzerà il fondamentale che gli servirà per il ruolo che farà.

luca palleggio2-credi che sia più semplice allenare gli uomini o le donne? Bella domanda…..ora mi farò qualche nemica ma rispondo i maschi per grinta cattiveria agonistica per la voglia di primeggiare sull’avversario, anche se allenare le donne a livello mentale e caratteriale è un’impresa e visto che mi piacciono le sfide ti dico che allenarle è molto stimolante.

-ultimamente ci sono sempre più squadre che decidono di affrontare campionati (anche nazionali) con squadre interamente under. Pensi che la crescita in una squadra interamente under sia maggiore o minore di quelle con età differenti? Secondo me è uno sbaglio colossale perché facendo squadre solo under e disputando campionati nazionali si portano ragazzi e ragazze a prendere le cosiddette pallonate con partite che finiscono in 45 minuti, con un crack mentale non indifferente per l’atleta che così imparerà a perdere.. e per me se un’atleta deve essere un vincente: deve vincere non perdere e deve fare la categoria giusta non troppo alta  a meno che non venga inserito in un contesto con gente d’esperienza dove apprendere e crescere fino a superare il cosiddetto “vecchietto”.

luca bonaiuti ed allenatori-se tu potessi cambiare una regola del volley (adesso in vigore) quale cambieresti ed in che modo? L’altezza della rete così arrivo a muro anche io! L’unica regola che cambierei è la ricezione in palleggio che penalizza i veri ricettori e avvantaggia chi non sa ricevere e riceve in palleggio anzi mi correggo riceve con un gesto tecnico simile al palleggio che in molti casi è veramente pessimo.

La prossima stagione da mister ti vedrà impegnato con il Volley Ferentino:

-perché hai detto “si” a questa nuova esperienza? Negli ultimi anni ho allenato in società dove non si rispettavano accordi e non si arrivava mai alla fine dei pagamenti, il Ferentino è una società sotto questo punto di vista solida e serissima e soprattutto mi ha proposto un progetto a 3 anni per salire di categoria dalla D alla C e poi chissà perché non sognare un campionato nazionale.

luca-come affronterai la nuova sfida? Con tanto entusiasmo e voglia di fare sapendo che non sarà facile visto che per vincere servono molti fattori ma partendo dal duro lavoro in palestra i risultati piano piano arrivano.

-cosa ti aspetti dalla tua nuova squadra? La squadra è abbastanza giovane e formata da ragazze che conosco chi più e chi meno da anni e sanno quanto io sia esigente su l’impegno e la costanza negli allenamenti e so che ognuna di loro darà il massimo e qualcosina di più per puntare in alto,quindi mi aspetto tanto cuore e grinta che alla lunga faranno la differenza.

-cosa darai alla tua nuova squadra? A prescindere dalla parte tecnica e tattica penso che buon allenatore debba essere in primis un ottimo motivatore quindi il mio compito sarà tirare fuori da ognuna il meglio ogni volta cercando di allenarle e d aiutarle a mantenere alta la concentrazione soprattutto nei momenti di difficoltà.

Ti ringraziamo per la disponibilità e ti chiediamo di congedarti con una saluto ai lettori di Italia Volley con una frase nel tuo dialetto!

Non c’è una frase tipica che mi viene in mente ma vi lascio con una frase di un mio piccolo grande allievo che porto sempre con me: “La Mia Casa è ovunque vi sia un Pallone da Pallavolo”, ciao lettori di ItaliaVolley e buona Pallavolo a tutti si becca sui campi!